Caratteristiche tecniche
nell'insegnamento della scherma

INIZIATIVA

DISUBBIDIENZA

LEZIONI DI GRUPPO

PREPARAZIONE FISICA SVOLTA DAI MAESTRI E SVILUPPATA NEI VARI DETTAGLI DA ESPERTI ESTERNI  (MEDICI, ESPERTI DI SOLLEVAMENTIO PESI, DI PREACROBATICA…)

Molto spesso la scherma è stata definita erroneamente come uno sport individuale, in realtà non sarebbe neppure concepibile l’idea di “schermire” se non prendessimo in considerazione la presenza contemporanea di almeno due contendenti. Da questa premessa il passaggio alla struttura dell’allenamento con il Maestro potrebbe sembrare obbligato al riferimento dualistico della relazione Docente-Discente, invece negli anni si è potuto verificare lo studio di un ulteriore sistema di comunicazione che va oltre la coppia e giunge ai gruppi (da tre a dodici persone).

Tra le varie forme di Lezione di gruppo particolarmente interessante da analizzare è il modello offerto del maestro Kevey che utilizzando entrambe le mani riusciva a lavorare con più allievi contemporaneamente (trascrittto dal suo allievo Martincic nel 1981). Evidentemente il grande maestro ungherese concepì la lezione con tanti allievi in modo diverso rispetto ai suoi predecessori.

La lezione di gruppo è molto fruttuosa per vari motivi: perché favorisce processi imitativi tra i ragazzi, il sentirsi appartenenti allo stesso gruppo, per la simpatia dell’imparare con gli altri.

Dal 1960 ad oggi anche il Maestro Antonio Di Ciolo si è dimostrato un attento studioso delle varie metodiche didattiche applicabili alle esercitazioni tecniche.

Fin dai primi tentativi provati per stimolare l’ambiente della palestra pisana, il Maestro ha provato a ricercare i fattori educativi più correlati all’apprendimento della scherma. Gli approcci alle Lezioni di gruppo e a due mani sono serviti anche per imparare a gestire la dinamica dei gruppi che fino ad allora veniva utilizzata soltanto come mezzo lavorativo più economico (i ragazzi lavoravano insieme piuttosto che stare fermi ad aspettare il proprio turno). E’ nata la collaborazione con lo psicologo Salvatore Sica (descritta nel libro scritto a quattro mani da Borgognoni e Davi nel 1997) per la consulenza degli aspetti socio-motori. Dalle sue Lezioni possiamo capire come sia completamente diversa la concezione del lavoro di gruppo rispetto ai “saggi” e/o degli “Ordinativi” dell’epoca fascista. Nelle lezioni di gruppo si evidenziano infatti le priorità educative tipiche delle dinamiche psicologiche dei gruppi (il prof. Spaltro, esperto italiano delle dinamiche dei gruppi, in un suo testo del  1993): la comunicazione, l’appartenenza, la socializzazione, la leadership.