La filosofia che guida la Scuola sportiva

Le società sportive e di loro insegnanti hanno una missione da compiere, in base a questa premessa ogni club decide a priori se occuparsi di formazione in termini etimologicamente derivanti dalla Educazione  Fisica oppure occuparsi principalmente di addestramenti tecnici. La Scuola Di Ciolo, ad esempio,  si caratterizza per il fatto che gli insegnanti hanno un percorso formativo che deriva molto frequentemente dall’ISEF o dalle Scienze Motorie, dunque la scelta è stata quasi obbligata, i Maestri che collaborano al progetto hanno un obiettivo chiaro: utilizzare la scherma come oggetto di formazione fisica e motoria.

Le progettazioni delle attività motorie sono soggette ad una lettura che spesso esclude superficialmente gli aspetti specificatamente educativi. Solitamente viene riconosciuta soltanto la valenza addestrativa delle dinamiche specifiche della tecnica.

Gli elementi della struttura culturale presenti nell’Educazione Fisica e nello Sport non vengono quasi mai evidenziati o presi in considerazione nella dovuta misura.

Prendiamo come esempio ciò che avviene nella Scuola: le attività fisiche sono regolamentate da leggi e da programmi organici e strutturati ma il ruolo che viene attribuito ai progetti concreti nel contesto dei percorsi formativi è di supplementarietà rispetto alle altre materie didattiche.

Con queste proposte di attività motorie si possono invece intraprendere degli itinerari didattici seguendo piani interdisciplinari all’interno dei quali l’Educazione Fisica può essere un mezzo privilegiato per insegnare anche altre discipline.

Nell’ottica di un’interazione e di una ulteriore collaborazione tra le attività culturali lo Sport assume una valenza formativa che spesso non viene riconosciuta. Lo sport può essere inteso e praticato come uno strumento che l’Educazione Fisica utilizza nell’età evolutiva per l’alfabetizzazione secondaria.

La filosofia, che guida questo modo di pensare allo sport come mezzo di formazione, affronta i temi che determinano la prestazione tenendo presente che la scherma si distingue da molti altri sports per un aspetto fondamentale: i fattori che caratterizzano i movimenti tecnici dipendono da elementi psicomotori oltre che dalla relazione socio-motoria con l’avversario. La presenza di un avversario obbliga l’atleta ad avere un notevole senso spazio-temporale per controllare nei minimi dettagli i gesti nell’interazione tecnica dei duelli. Per questo motivo i Maestri che operano seguendo questa filosofia  pensano che siano preferibili le soluzioni motorie “libere” (cioè con alternative) a quelle “rigide” (perfezionate senza variazioni dei particolari): perché le schematizzazioni dei gesti tecnici particolarmente standardizzati limitano lo sviluppo motorio successivo.